Contraccezione: tutti i metodi a confronto
1) Due numeri, non uno: cosa vuol dire davvero «efficace al 99%»
2) I metodi ormonali: che cosa fanno davvero e come si usano
3) I metodi intrauterini: spirale al rame e spirale ormonale
4) Barriera, definitivi e comportamentali: e gli unici due che proteggono anche dalle infezioni
5) Quando qualcosa va storto: dimenticanze, incidenti e contraccezione d'emergenza
6) La tabella comparativa: tutti i metodi a confronto
7) Come si sceglie: non esiste il metodo migliore, esiste quello adatto a una situazione
8) Sicurezza: i rischi reali, in numeri assoluti
9) Otto equivoci, smontati uno per uno
10) Con chi si decide, e come funziona in Italia
11) Domande frequenti
12) Conclusioni: le tre cose da portarsi via
Due numeri, non uno: cosa vuol dire davvero «efficace al 99%»
Ogni metodo contraccettivo ha due efficacie, non una. Chi comunica un solo numero, in un senso o nell'altro, sta dando un'informazione incompleta.
I Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, nell'Appendice D del MMWR Recommendations and Reports del 25 aprile 2014 (63(RR-4):47), definiscono le due misure in modo testuale. Uso tipico: fra le coppie che iniziano a usare un metodo, la percentuale che ha una gravidanza accidentale nel primo anno se non interrompe l'uso per altri motivi; include chi lo usa in modo scorretto o discontinuo. Uso perfetto: fra le coppie che lo usano in modo sia coerente sia corretto, la stessa percentuale. Il Guttmacher Institute, nella scheda dell'aprile 2020, aggiunge la formulazione più immediata: il tasso con uso tipico esprime l'efficacia fra tutte le utilizzatrici, quello con uso perfetto solo fra chi usa il metodo in modo coerente e corretto.
La conseguenza è di James Trussell, in apertura del suo articolo su Contraception 2011;83(5):397-404: la differenza fra le due probabilità rivela le conseguenze dell'uso imperfetto e dipende sia da quanto un metodo è poco indulgente verso l'uso imperfetto, sia da quanto è difficile usarlo perfettamente. Tradotto: la forbice fra le due colonne non misura quanto un metodo è buono, misura quanto perdona l'errore umano.
Qualche esempio dalla stessa tabella. La pillola combinata passa da 0,3 gravidanze su 100 donne in un anno con uso perfetto a 9 con uso tipico. Il preservativo esterno da 2 a 18. Il coito interrotto da 4 a 22. L'impianto sottocutaneo resta a 0,05 in entrambe le colonne, perché una volta inserito non chiede più nulla a chi lo porta.
Come leggere questa guida
Quale serie di dati usiamo. Non esiste una tabella universale: circolano due serie di numeri, entrambe legittime, e confonderle è l'errore più frequente. Questa guida adotta come base la tabella riprodotta dai CDC nel MMWR del 2014, la cui fonte dichiarata è il capitolo di Trussell in Contraceptive Technology, 20ª edizione; gli stessi valori compaiono in Trussell, Contraception 2011;83(5):397-404. È la serie in cui entrambe le colonne sono verificabili su fonte pubblica. Dove diverge, riportiamo accanto il valore di Contraceptive Technology, 21ª edizione, 2018, la serie usata oggi dai CDC nella pagina aggiornata al 6 agosto 2024 e dal Guttmacher Institute — con un'avvertenza di trasparenza: di quella seconda serie CDC e Guttmacher pubblicano solo l'uso tipico, quindi i suoi valori di uso perfetto qui riportati sono di seconda mano. Le due serie non si mediano e non si fondono mai.Questi numeri non sono indici di Pearl. Sono probabilità cumulative a 12 mesi calcolate con le tavole di sopravvivenza. La differenza è tecnica ma ha conseguenze pratiche: Trussell, in Best Practice and Research Clinical Obstetrics and Gynaecology 2009;23(2):199-209, mostra che l'indice di Pearl scende meccanicamente più a lungo dura uno studio, e riporta un caso in cui due ricercatori, sugli stessi identici dati, hanno ottenuto 7,5 contro 4,4 gravidanze per 100 anni-donna solo per la diversa durata massima di esposizione ammessa.
Una cosa che nessun numero di questa guida dice. Un solo metodo contraccettivo, il preservativo, può prevenire sia la gravidanza sia la trasmissione delle infezioni sessualmente trasmissibili, compreso l'HIV: è la formulazione testuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nella scheda «Family planning/contraception methods» del 3 luglio 2025. Tutto il resto di questa guida riguarda solo la gravidanza. Delle infezioni parla la guida sorella, infezioni sessualmente trasmissibili: riconoscerle, testarle, prevenirle, che riparte esattamente da questa riga: dieci infezioni, quando un test dice davvero qualcosa, e i vaccini che esistono. La scelta finale, in ogni caso, si fa con un medico: la sezione 10 spiega dove si va e che cosa si chiede.
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I metodi ormonali: che cosa fanno davvero e come si usano
I metodi ormonali si dividono in due famiglie: quelli combinati, con un estrogeno e un progestinico (pillola estroprogestinica, cerotto, anello vaginale), e quelli solo progestinico (minipillola, impianto, iniezione). Non è un dettaglio di composizione: da lì discendono le regole d'uso, le finestre di tolleranza sulle dimenticanze e le controindicazioni.
Quasi tutti agiscono, in un modo o nell'altro, su un evento solo: l'ovulazione, cioè il rilascio della cellula uovo. Se vuoi vedere che cosa succede a monte — come la cellula uovo si forma e perché porta metà del corredo cromosomico — c'è la guida su mitosi e meiosi: la meiosi è il processo che produce i gameti, e capirlo rende molto più chiaro che cosa un contraccettivo ormonale stia effettivamente fermando.
I combinati: pillola, cerotto, anello
Il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Microgynon 30 (etinilestradiolo 30 microgrammi più levonorgestrel 150 microgrammi), sezione 5.1, elenca tre azioni in ordine di importanza: inibizione dell'ovulazione attraverso la soppressione del picco di ormone luteinizzante a metà ciclo, ispessimento del muco cervicale che crea una barriera agli spermatozoi, endometrio reso non recettivo all'impianto. L'OMS, nella scheda «Oral contraceptives» del 23 dicembre 2025, è ancora più netta: la pillola agisce principalmente impedendo il rilascio degli ovuli dalle ovaie. Il Ministero della Salute, nelle FAQ aggiornate al 30 dicembre 2024, cita ancora l'effetto sulla mucosa uterina come se fosse sullo stesso piano degli altri due: è una formulazione datata, ed è da lì che nasce l'equivoco affrontato nella sezione 9.Come si usano. I CDC, nelle U.S. Selected Practice Recommendations for Contraceptive Use 2024, descrivono lo schema standard: 21-24 giorni consecutivi seguiti da 4-7 giorni senza ormoni, con la possibilità di regimi estesi. Il cerotto si cambia una volta a settimana per tre settimane, l'anello resta in sede tre settimane; poi una settimana libera.
Il dato da cui discende tutto il resto, sempre dai CDC 2024: sono necessari sette giorni di uso continuativo per prevenire in modo affidabile l'ovulazione, e prolungare l'intervallo libero da ormoni è considerato il momento particolarmente rischioso. Se si comincia entro cinque giorni dall'inizio della mestruazione non serve protezione aggiuntiva; se si comincia più tardi servono sette giorni di astinenza o di metodo barriera.
Il solo progestinico: non esiste «la» minipillola
È l'errore più diffuso nelle guide divulgative italiane. Sotto il nome di minipillola convivono tre molecole con meccanismi e finestre di tolleranza diversi.Il desogestrel 75 microgrammi agisce principalmente per inibizione dell'ovulazione, con l'aumento della viscosità del muco come effetto aggiuntivo. La scheda tecnica di Cerazette riporta un'incidenza di ovulazione misurata dell'1 per cento (1 caso su 103, intervallo di confidenza al 95 per cento 0,02-5,29) su due cicli, e un indice di Pearl in analisi intention-to-treat di 0,4 (IC 95 per cento 0,09-1,20), contro 1,6 (IC 95 per cento 0,42-3,96) per il levonorgestrel a 30 microgrammi.
Le POP tradizionali a base di noretisterone o norgestrel funzionano diversamente: i CDC 2024 scrivono che inibiscono l'ovulazione in circa metà dei cicli, con ampia variabilità individuale, e che 24 ore dopo l'assunzione i livelli sierici sono già vicini al valore basale. Il meccanismo portante è il muco cervicale, e servono circa 48 ore d'uso per ottenerne l'effetto. Da qui la finestra strettissima di tre ore.
Il drospirenone 4 mg torna all'inibizione dell'ovulazione, con un'emivita di circa 30 ore. In uno studio randomizzato su 127 partecipanti con dimenticanze volontarie di 22-25 ore ai giorni 3, 6, 11 e 22, l'ovulazione di sfuggita si è verificata in una sola persona, lo 0,8 per cento (IC 95 per cento 0-4,4).
| Tipo di pillola | Molecola | Finestra di tolleranza | Meccanismo principale |
|---|---|---|---|
| Minipillola tradizionale | Noretisterone, norgestrel | 3 ore | Muco cervicale; ovulazione inibita in circa metà dei cicli |
| Minipillola al desogestrel | Desogestrel 75 microgrammi | 12 ore | Inibizione dell'ovulazione |
| Minipillola al drospirenone | Drospirenone 4 mg | 24 ore, regole a 48 ore | Inibizione dell'ovulazione |
| Pillola combinata | Estrogeno più progestinico | 24 ore, regole a 48 ore | Inibizione dell'ovulazione |
Le tre finestre sono riepilogate dall'NHS nella pagina «How to take the progestogen-only pill». Che cosa fare quando la finestra è superata è nella sezione 5.
Impianto e iniezione
L'impianto sottocutaneo all'etonogestrel 68 mg agisce, secondo l'etichetta FDA di Nexplanon (sezione 12.1), per soppressione dell'ovulazione, aumento della viscosità del muco cervicale e modificazioni dell'endometrio. I dati registrativi danno un indice di Pearl di 0,38 gravidanze per 100 anni-donna negli anni 1-3 (6 gravidanze su 20.648 cicli) e di 0,0 negli anni 4-5 (IC 95 per cento 0,00-0,69). Sulla durata la situazione si è mossa di recente: l'etichetta FDA, dopo l'estensione approvata nel gennaio 2026, e la scheda tecnica britannica indicano cinque anni, mentre diverse fonti divulgative italiane — e la stessa pagina dei CDC dell'agosto 2024, citata altrove in questa guida — riportano ancora tre anni. Per il lettore italiano fa fede la scheda approvata da AIFA, da chiedere al medico o al farmacista.L'iniezione di medrossiprogesterone acetato depot inibisce la secrezione delle gonadotropine, il che previene la maturazione follicolare e l'ovulazione, e ispessisce il muco cervicale impedendo l'ingresso degli spermatozoi nell'utero: è il testo della scheda tecnica di Depo-Provera 150 mg/ml, sezione 5.1, che indica una copertura di almeno 12 settimane con tolleranza di più o meno 5 giorni. I CDC 2024 raccomandano di ripetere l'iniezione ogni 13 settimane e ammettono fino a due settimane di ritardo, cioè 15 settimane dall'ultima dose, senza protezione aggiuntiva. L'OMS concede quattro settimane di tolleranza; i CDC ne hanno scelte due perché non hanno ritenuto generalizzabili i dati disponibili: due istituzioni serie, due regole diverse.
Un'avvertenza compare in entrambe le schede tecniche con le stesse parole: Nexplanon non protegge dall'infezione da HIV e dalle altre malattie sessualmente trasmesse, e lo stesso vale per Depo-Provera.
I metodi intrauterini: spirale al rame e spirale ormonale
Le due spirali vengono confuse continuamente fra loro, e altrettanto spesso con l'aborto. Sono due dispositivi diversi, con due meccanismi diversi, e nessuno dei due agisce sull'impianto come meccanismo principale.
La spirale al rame agisce prima della fecondazione
L'OMS, nella scheda «Intrauterine devices (IUDs)» del 22 gennaio 2026, scrive che la spirale al rame previene la gravidanza rilasciando ioni di rame che interferiscono con il movimento degli spermatozoi e con la fecondazione dell'ovulo. La durata indicata è 10-12 anni a seconda del prodotto, con efficacia superiore al 99 per cento: meno di una gravidanza ogni 100 donne nel primo anno sia con uso tipico sia con uso corretto. L'etichetta FDA di Paragard, sezione 12.1, indica dieci anni e descrive il meccanismo come interferenza con il trasporto degli spermatozoi e con la fecondazione, e possibilmente prevenzione dell'impianto.La base biologica è stata studiata da Ortiz e Croxatto in Contraception 2007;75(6 Suppl):S16-30: gli ioni rame raggiungono nei fluidi del tratto genitale concentrazioni tossiche per gli spermatozoi, e gli autori affermano esplicitamente che la credenza comune secondo cui il meccanismo abituale degli IUD sarebbe la distruzione di embrioni nell'utero non è supportata da prove empiriche.
La spirale ormonale non blocca l'ovulazione nella maggior parte dei cicli
L'OMS, nella stessa scheda, descrive la spirale ormonale come un dispositivo che rilascia una piccola quantità di levonorgestrel, il quale ispessisce il muco cervicale, inibisce gli spermatozoi e assottiglia il rivestimento uterino. La durata va da 3 a 8 anni a seconda del tipo.L'etichetta FDA di Mirena è, sul meccanismo, di un'onestà che vale la pena riportare: il meccanismo locale con cui il levonorgestrel rilasciato in continuo contribuisce all'efficacia contraccettiva non è stato dimostrato in modo conclusivo. E fornisce il dato che smonta la credenza più diffusa: in uno studio di un anno circa il 45 per cento dei cicli è risultato ovulatorio, e in un altro studio, dopo quattro anni, il 75 per cento. La durata autorizzata arriva a 8 anni per la contraccezione, con un tasso cumulativo di gravidanza a 5 anni di circa 0,7 per 100 donne.
Rame o ormonale: le due differenze che contano
Sul ciclo. L'OMS riassume così: con le spirali al rame le mestruazioni tendono a essere più abbondanti o più lunghe e i crampi più intensi, soprattutto nei primi mesi; con le spirali ormonali diventano più leggere o scompaiono del tutto dopo alcuni mesi.Sulla durata. 10-12 anni per il rame secondo l'OMS 2026 (10 anni secondo l'etichetta FDA di Paragard), 3-8 anni per l'ormonale a seconda del dispositivo.
Il rischio dell'inserimento, che è cosa diversa dalle infezioni sessualmente trasmissibili
Gli IUD non proteggono dalle infezioni sessualmente trasmissibili, compreso l'HIV, e l'OMS raccomanda il preservativo in caso di rischio di esposizione. Questo va tenuto separato dal rischio legato alla procedura di inserimento.La linea guida FSRH sulla contraccezione intrauterina di marzo 2023, emendata nel gennaio 2025, indica un rischio di infezione pelvica inferiore all'1 per cento e un rischio di perforazione uterina di 1-2 casi ogni 1.000 inserimenti nella popolazione generale, più alto nel post-partum e in particolare durante l'allattamento. Uno studio dell'OMS su dati di trial clinici, pubblicato da Farley e colleghi su The Lancet il 28 marzo 1992, ha misurato un rischio di malattia infiammatoria pelvica oltre sei volte più alto nei venti giorni successivi all'inserimento rispetto ai periodi successivi (9,7 contro 1,4 per 1.000 donne-anno); dopo i primi venti giorni il rischio resta basso e costante fino a otto anni di follow-up. Il rischio infettivo è quindi legato alla procedura e al rischio di base di infezioni sessualmente trasmissibili, non alla permanenza del dispositivo.
Barriera, definitivi e comportamentali: e gli unici due che proteggono anche dalle infezioni
Il preservativo, e perché è un caso a sé
L'OMS, nella scheda «Condoms» del 14 febbraio 2025, dà i numeri: con uso corretto e costante a ogni rapporto per un anno, il 98 per cento delle donne il cui partner usa il preservativo esterno è protetto da una gravidanza indesiderata, e con il preservativo interno la quota è del 95 per cento. Attenzione a quel «con uso corretto e costante»: sono cifre della colonna dell'uso perfetto, e la scheda dell'OMS non fornisce il dato di uso tipico. Nella tabella della sezione 6 la stessa riga, con uso tipico, dice 18 gravidanze su 100 in un anno. Sono i due numeri di cui parla tutta questa guida: darne uno solo, anche quello vero, è mezza informazione. E aggiunge la frase che nessun'altra categoria può rivendicare: i preservativi sono attualmente l'unica tecnologia di prevenzione multiuso disponibile contro HIV, infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanza indesiderata.I CDC riportano che nelle coppie eterosessuali sierodiscordanti che usano il preservativo in modo costante il partner HIV-negativo ha una probabilità di contrarre l'infezione inferiore del 71-80 per cento rispetto alle coppie che non lo usano, e che l'uso costante riduce il rischio di clamidia, gonorrea, epatite B e trichomoniasi.
I limiti vanno detti con la stessa precisione. Sempre i CDC: la protezione è minore contro le infezioni trasmesse attraverso lesioni o abrasioni della pelle, cioè papillomavirus umano, herpes genitale e sifilide, perché la trasmissione avviene anche da aree non coperte; e l'uso costante riduce sostanzialmente ma non azzera il rischio di HIV, mentre l'uso discontinuo può portare a un'infezione anche in un solo rapporto. Sull'impatto complessivo, uno studio di modellizzazione citato dall'OMS stima che l'aumento dell'uso del preservativo dal 1990 abbia evitato circa 117 milioni di nuove infezioni da HIV.
Diaframma, cappuccio, spermicidi
Diaframma e cappuccio cervicale sono barriere meccaniche sul collo dell'utero che funzionano insieme allo spermicida, sempre da associare. L'NHS descrive l'uso: controllare che non abbia fori, applicare lo spermicida, inserirlo fino a tre ore prima del rapporto e riapplicare lo spermicida ogni tre ore se passa più tempo, lasciarlo in sede almeno sei ore dopo il rapporto, non oltre 30 ore per il diaframma e 48 per il cappuccio. L'efficacia dichiarata dall'NHS è del 92-96 per cento se usati correttamente, meno se si dimentica lo spermicida; per l'uso tipico l'NHS dichiara il dato «sconosciuto».Sugli spermicidi c'è un'avvertenza: l'OMS ha comunicato il 28 giugno 2002 che quelli contenenti nonoxynol-9 non proteggono dall'HIV e che l'uso frequente può aumentare il rischio di infezione, perché il nonoxynol-9 può danneggiare la parete vaginale. L'OMS li sconsiglia alle donne ad alto rischio di HIV.
Sterilizzazione femminile e vasectomia
La sterilizzazione tubarica chiude, seziona o rimuove le tube, così che spermatozoo e ovocita non possano incontrarsi, ed è efficace immediatamente: i CDC, nelle U.S. SPR 2024, scrivono che dopo l'approccio laparoscopico e addominale si può contare sulla contraccezione permanente subito, senza protezione aggiuntiva. Il fallimento con uso tipico nel primo anno è di 0,5 su 100.Il dato che quasi nessuna guida riporta è che quel fallimento non è zero e non si esaurisce col tempo. Lo studio CREST (Peterson e colleghi, American Journal of Obstetrics and Gynecology, aprile 1996) ha seguito 10.685 donne per 8-14 anni registrando 143 fallimenti, con probabilità cumulativa di gravidanza a dieci anni molto diversa secondo la tecnica: 7,5 per 1.000 con coagulazione unipolare e con salpingectomia parziale post-partum, fino a 36,5 per 1.000 con le clip. Testualmente, gli autori concludono che il rischio di fallimento è più alto di quanto generalmente riportato, persiste per anni dopo la procedura e varia in base al metodo di occlusione e all'età.
La vasectomia interrompe i dotti deferenti e, a differenza della sterilizzazione femminile, non è efficace subito: i CDC 2024 indicano l'analisi del liquido seminale a 8-16 settimane dall'intervento e l'astinenza o i metodi barriera fino alla conferma. A 12 settimane l'80 per cento degli uomini è azoospermico, e quasi tutti gli altri hanno rari spermatozoi immobili. È da qui che nasce lo scarto fra 0,15 di uso tipico e 0,10 di uso perfetto.
Consapevolezza della fertilità e coito interrotto
«Metodi naturali» non è una categoria unica, ed è l'errore che rende inutili quasi tutti i numeri che circolano. Trussell 2011 dà un uso tipico di categoria pari a 24; i CDC 2024 danno un intervallo 2-23; il Guttmacher, sulla 21ª edizione di Contraceptive Technology, dà 2-34. Il dettaglio per singolo metodo viene dalla revisione sistematica di Peragallo Urrutia, Polis e colleghi su Obstetrics and Gynecology 2018;132(3):591-604, su studi di qualità moderata, in gravidanze per 100 anni-donna nel primo anno.| Metodo | Uso tipico | Uso perfetto |
|---|---|---|
| Sensiplan | 1,8 | 0,4 |
| Marquette, solo monitor | 2-6,8 | 0 |
| Marquette, solo muco | 4-18,5 | 2,7 |
| Temperatura basale | 9,0-9,8 | Non documentato |
| Metodo dei giorni fissi (Standard Days) | 11,2-14,1 | 4,8 |
| Metodo dei due giorni (TwoDay) | 13,7 | 3,5 |
| Metodo dell'ovulazione (Billings) | 10,5-33,6 | 1,1-3,4 |
| Persona | 25,6 | 12,1 |
La conclusione degli autori è testuale: gli studi sull'efficacia di ciascun metodo sono pochi e di qualità da bassa a moderata. E le due colonne non vanno saldate in un'unica forbice, che sarebbe l'errore della sezione 1: con uso perfetto si va da 0,4 a 12,1, con uso tipico da 1,8 a 33,6, secondo il metodo.
Il coito interrotto vale 22 con uso tipico e 4 con uso perfetto secondo Trussell 2011, 20 e 4 secondo la 21ª edizione di Contraceptive Technology via Guttmacher. I CDC, nella pagina del 2024, non lo elencano affatto.
Una ripetizione voluta, a chiusura: tutti i metodi ormonali della sezione 2, entrambe le spirali della sezione 3, le due sterilizzazioni, i metodi di consapevolezza della fertilità e il coito interrotto non riducono di un punto il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili.
Quando qualcosa va storto: dimenticanze, incidenti e contraccezione d'emergenza
Ho dimenticato: che cosa faccio
Le regole che seguono sono quelle dei CDC, U.S. Selected Practice Recommendations for Contraceptive Use 2024, Figure 1, 2, 3 e 5.| Situazione | Che cosa fare | Serve il preservativo? | Serve la contraccezione d'emergenza? |
|---|---|---|---|
| Pillola combinata, cerotto o anello in ritardo di meno di 48 ore | Prendere o applicare subito, poi continuare all'ora e nel giorno soliti, anche se significa prendere due pillole lo stesso giorno | No | Di solito no; da considerare (mai ulipristal) se c'erano state altre dimenticanze prima nel ciclo |
| Pillola combinata, cerotto o anello con 48 ore o più di ritardo | Prendere subito l'ultima dose saltata e scartare le altre; se la dimenticanza cade nell'ultima settimana attiva, saltare l'intervallo libero e iniziare subito la confezione nuova | Sì, astinenza o barriera finché non si sono prese pillole attive per 7 giorni consecutivi | Da considerare (mai ulipristal) se la dimenticanza è nella prima settimana e c'è stato un rapporto non protetto nei 5 giorni precedenti |
| Minipillola tradizionale oltre le 3 ore | Prendere una compressa subito, poi una al giorno alla stessa ora | Sì, astinenza o barriera finché non si sono prese le pillole correttamente per 2 giorni consecutivi | Da considerare (mai ulipristal) se c'è stato un rapporto non protetto |
| Minipillola al desogestrel oltre le 12 ore, o al drospirenone oltre le 48 ore | Prendere subito la compressa saltata e proseguire | Sì, 7 giorni di metodo aggiuntivo | Da considerare (mai ulipristal) per il drospirenone se la dimenticanza è nella prima settimana con rapporto non protetto nei 5 giorni precedenti |
L'inciso «mai ulipristal» non è un refuso: se serve la contraccezione d'emergenza perché si sono dimenticate delle pillole, la pillola che si sta riprendendo ne annullerebbe l'effetto. È il motivo per cui i CDC lo escludono sistematicamente in questi scenari.
Ho vomitato, o ho avuto la diarrea
È il modo più frequente in cui una pillola presa regolarmente non arriva a destinazione, e quasi nessuno lo mette in conto.Pillola quotidiana. Se il vomito arriva entro tre ore dall'assunzione, quella compressa va considerata come non presa: se ne prende un'altra subito e si applica la regola della dimenticanza della tabella qui sopra. Una diarrea intensa che dura più di 24 ore ha lo stesso effetto: serve un metodo aggiuntivo durante l'episodio e nei sette giorni successivi alla sua fine (NHS).
Contraccezione d'emergenza. Vale la stessa soglia. Le schede tecniche di Levonelle e di ellaOne sono esplicite: se si vomita entro tre ore dall'assunzione, va presa subito un'altra compressa.
Il preservativo si è rotto o è sfilato
È il motivo più comune per cui si ricorre alla contraccezione d'emergenza, e va trattato come un rapporto non protetto a tutti gli effetti: valgono i tempi e le opzioni del paragrafo che segue, e prima si agisce meglio è. Con una cosa in più rispetto alle dimenticanze: qui non c'è stata solo un'esposizione al rischio di gravidanza, ma anche alle infezioni sessualmente trasmissibili, e su quelle la contraccezione d'emergenza non fa niente. È il caso in cui vale la pena parlare con un medico anche del resto.I quattro metodi d'emergenza
L'OMS, nella scheda «Emergency contraception» del 9 novembre 2021, elenca quattro opzioni: ulipristal acetato in dose singola da 30 mg; levonorgestrel in dose singola da 1,5 mg, o due dosi da 0,75 mg a dodici ore di distanza; pillole combinate secondo il metodo Yuzpe (100 microgrammi di etinilestradiolo più 0,50 mg di levonorgestrel, ripetuti dopo dodici ore); la spirale al rame inserita entro cinque giorni.Le finestre temporali sono diverse. La scheda tecnica di ellaOne, sezione 4.2, indica una compressa il prima possibile e comunque non oltre 120 ore, cioè 5 giorni, dal rapporto non protetto. La scheda tecnica di Levonelle 1500 microgrammi indica una compressa il prima possibile, preferibilmente entro 12 ore e non oltre 72 ore. La spirale al rame va inserita entro 120 ore secondo l'OMS; i CDC 2024 aggiungono che, quando il giorno dell'ovulazione può essere stimato, può essere inserita anche oltre i cinque giorni dal rapporto, purché non oltre cinque giorni dall'ovulazione.
Le 72 ore del levonorgestrel non sono una porta che si chiude. È il limite dell'autorizzazione, non il confine oltre il quale non esiste più niente da fare, e la differenza conta: chi si accorge del problema a ottanta ore rischia di concludere che sia tardi per tutto. Non lo è. L'OMS, nella scheda citata, colloca tutte le pillole d'emergenza entro 120 ore, e la britannica FSRH ammette il levonorgestrel fuori indicazione fra 72 e 96 ore, con efficacia decrescente. Ma soprattutto, oltre le 72 ore restano due opzioni con indicazione piena: l'ulipristal fino a 120 ore e la spirale al rame fino a 120 ore, che è la più efficace di tutte. La cosa da fare a ottanta ore non è rinunciare: è andare in farmacia o in consultorio quel giorno stesso.
Quanto funzionano. L'OMS riporta un tasso di gravidanza dell'1,2 per cento con l'ulipristal e dell'1,2-2,1 per cento con il levonorgestrel, e definisce la spirale al rame efficace per oltre il 99 per cento e la forma più efficace di contraccezione d'emergenza disponibile. La metanalisi nella scheda tecnica di ellaOne, su due studi entro 72 ore, dà 1,36 per cento con ulipristal (22 gravidanze su 1.617) contro 2,15 per cento con levonorgestrel (35 su 1.625). I CDC 2024 sintetizzano: efficacia simile entro tre giorni, ulipristal più efficace fra il terzo e il quinto giorno.
La regola che quasi nessuno conosce. Dopo l'ulipristal non si deve iniziare né riprendere una contraccezione ormonale prima di cinque giorni, perché l'attività antiprogestinica dell'ulipristal e il progestinico si annullano a vicenda; poi servono comunque sette giorni di astinenza o barriera. Qualsiasi metodo non ormonale può invece essere iniziato subito. Dopo il levonorgestrel o il regime Yuzpe qualsiasi metodo può essere ripreso immediatamente, sempre con sette giorni di astinenza o barriera. In entrambi i casi, se il flusso non compare entro tre settimane, serve un test di gravidanza (CDC, U.S. SPR 2024).
Il Ministero della Salute, nelle FAQ aggiornate al 30 dicembre 2024, aggiunge il limite più frainteso: l'assunzione della pillola del giorno dopo è efficace solo per quel singolo rapporto e non può evitare una gravidanza derivante da rapporti avvenuti in giorni precedenti o successivi.
Peso corporeo: le fonti non sono allineate, ma una condotta c'è. L'OMS (2021) afferma che le pillole d'emergenza sono risultate meno efficaci nelle donne con indice di massa corporea superiore a 30, senza problemi di sicurezza, e che non va negato loro l'accesso. I CDC 2024 usano il condizionale. La stessa formulazione prudente — dati limitati e non conclusivi su una possibile riduzione di efficacia al crescere del peso — compare nelle schede tecniche di entrambe le molecole, Levonelle e ellaOne: non è un problema del solo levonorgestrel.
Dichiarare il disaccordo e fermarsi lì, però, lascia chi pesa più di 70 chili con un dubbio e nessuna indicazione. La britannica FSRH la traduce in tre mosse: sopra i 70 kg o con indice di massa corporea sopra 26 si può valutare la dose doppia di levonorgestrel, 3 mg; si preferisce l'ulipristal; e la spirale al rame resta l'unica opzione la cui efficacia non è in discussione a nessun peso. Sono cose da decidere con il farmacista o il medico, ma vanno sapute prima di entrare.
Un'ultima cosa che nella fretta si dimentica: un rapporto non protetto non è solo un rischio di gravidanza, è anche un'esposizione a infezioni sessualmente trasmissibili, che la contraccezione d'emergenza non tocca in alcun modo.
La tabella comparativa: tutti i metodi a confronto
I valori indicano quante gravidanze si verificano su 100 donne nel primo anno di uso. La colonna base è quella di Trussell 2011, riprodotta dai CDC nel MMWR 2014. Fra parentesi, dove diverge, il valore di Contraceptive Technology 21ª edizione 2018, ripreso dai CDC nella pagina aggiornata al 6 agosto 2024 e dal Guttmacher Institute nell'aprile 2020. Le due serie non vanno mediate.
| Metodo | Uso tipico | Uso perfetto | Durata | Protegge dalle IST | Ricetta in Italia |
|---|---|---|---|---|---|
| Impianto sottocutaneo | 0,05 (0,1) | 0,05 (0,1) | 5 anni (etichetta FDA rev. 2026 e SmPC britannica); fa fede la scheda AIFA | No | Sì, con inserimento medico |
| Vasectomia | 0,15 | 0,10 | Permanente | No | Intervento chirurgico |
| Spirale ormonale | 0,2 (0,1; CDC 2024 0,1-0,4; OMS 2023 0,7) | 0,2 (0,1; OMS 2023 0,5) | 3-8 anni secondo il dispositivo | No | Sì, con inserimento medico |
| Sterilizzazione femminile | 0,5 | 0,5 | Permanente | No | Intervento chirurgico |
| Spirale al rame | 0,8 | 0,6 | 10-12 anni (OMS 2026); 10 anni (FDA Paragard) | No | Sì, con inserimento medico |
| Iniezione trimestrale (DMPA) | 6 (4) | 0,2 | 13 settimane per dose | No | Sì |
| Pillola combinata | 9 (7; OMS 2025 4-7) | 0,3 (OMS 2025 1) | Assunzione quotidiana | No | Sì, RR fino a 2 mesi e RNR oltre |
| Minipillola solo progestinico | 9 (7) | 0,3 | Assunzione quotidiana | No | Sì |
| Cerotto | 9 (7) | 0,3 | Cambio settimanale | No | Sì |
| Anello vaginale | 9 (7) | 0,3 | Ciclo mensile | No | Sì |
| Diaframma con spermicida | 12 (17; NHS: sconosciuto) | 6 (16) | Riutilizzabile | No | Non documentato nelle fonti consultate |
| Spugna, donne che non hanno partorito | 12 (14) | 9 | Monouso | No | Non documentato |
| Spugna, donne che hanno partorito | 24 (27; CDC 2024 un solo valore, 17) | 20 | Monouso | No | Non documentato |
| Preservativo esterno | 18 (13) | 2 | Monouso | Sì, con protezione minore per HPV, herpes e sifilide | No |
| Preservativo interno | 21 | 5 | Monouso, inseribile fino a 8 ore prima | Sì, con protezione minore per HPV, herpes e sifilide | No |
| Coito interrotto | 22 (20, da Guttmacher; i CDC non lo elencano) | 4 | Non applicabile | No | No |
| Metodi di consapevolezza della fertilità | 24 (CDC 2024 2-23; Guttmacher 2-34) | Da 0,4 a 12,1 secondo il singolo metodo | Non applicabile | No | No |
| Spermicidi | 28 (21) | 18 (16) | Monouso | No, e il nonoxynol-9 può aumentare il rischio di HIV | No |
| Nessun metodo | 85 | 85 | Non applicabile | No | Non applicabile |
Note alla tabella
Perché «nessun metodo» vale 85 e non 89. La nota metodologica della tabella CDC del 2014 spiega che nelle popolazioni che non usano contraccezione circa l'89 per cento delle donne ottiene una gravidanza entro un anno; la stima è stata abbassata a 85 per rappresentare le donne che oggi usano metodi reversibili e che li abbandonassero del tutto.Perché per impianto, spirali e sterilizzazioni le due colonne quasi coincidono. Perché quei metodi non chiedono nulla a chi li usa: nessuna ora da rispettare, nessuna confezione da ricomprare, nessun gesto prima di ogni rapporto. È l'applicazione diretta del principio di Trussell 2011 enunciato nella sezione 1.
Perché la spirale ormonale ha quattro numeri diversi. Trussell 2011 dà 0,2/0,2; la 21ª edizione di Contraceptive Technology dà 0,1/0,1; i CDC 2024 danno un intervallo di uso tipico 0,1-0,4; l'OMS, nel documento del 2023, dà 0,5 con uso corretto e 0,7 come comunemente usata. La divergenza fra le fonti statunitensi e l'OMS è reale e non è spiegata nei documenti consultati: si citano tutte, non si sceglie un numero unico.
Perché la contraccezione d'emergenza non è in tabella. Il Guttmacher Institute chiarisce che gli studi sulla contraccezione d'emergenza hanno una metodologia diversa e per questo non entra nella tabella comparativa. I suoi numeri sono nella sezione 5.
Solo due righe dicono «sì». Sono i due preservativi, e nessun'altra riga della tabella — nemmeno le altre della famiglia barriera.
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Come si sceglie: non esiste il metodo migliore, esiste quello adatto a una situazione
La tabella della sezione 6 non è la risposta, è il punto di partenza. Il metodo più efficace sulla carta può essere il meno efficace nella vita di una persona specifica, e sette domande, in quest'ordine, restringono il campo.
1. C'è un rischio di infezioni? Se il partner è nuovo, o non esclusivo, o non testato, il preservativo entra nella scelta comunque, eventualmente in aggiunta a un altro metodo e non al suo posto: è l'unico che copre entrambi i rischi (OMS, schede del 3 luglio 2025 e del 14 febbraio 2025). Viene prima delle altre perché nessuna delle risposte successive la può sostituire.
2. Quanto margine di errore hai nella vita reale? Qui la forbice fra le due colonne diventa uno strumento di scelta: chi ha orari irregolari, turni notturni o viaggi frequenti sta scegliendo fra un metodo che perdona (impianto, spirale) e uno che non perdona (minipillola tradizionale, tre ore di tolleranza). C'è poi un corollario decisivo e poco citato: la quarta colonna della tabella di Trussell 2011 riporta la percentuale di persone che sta ancora usando il metodo dopo un anno — impianto 84, spirale ormonale 80, spirale al rame 78, pillola 67, iniezione 56, coito interrotto 46, preservativo maschile 43, spermicidi 42. Un metodo efficace ma abbandonato non protegge nessuno.
3. Per quanto tempo ti serve? Mesi: pillola, anello, cerotto, preservativo. Anni: impianto, spirale ormonale (3-8 anni), spirale al rame (10-12 anni secondo l'OMS 2026). Per sempre: le due sterilizzazioni, con due promemoria. Il fallimento non è zero e non si esaurisce col tempo (studio CREST 1996, sezione 4), e il Guttmacher precisa che la sterilizzazione è considerata permanente, con ripristino della fertilità possibile ma difficile.
4. Ci sono condizioni che escludono l'estrogeno? È la domanda che cambia più spesso la risposta, e si basa sui criteri di eleggibilità medica descritti nella sezione 8.
| Vincolo | Che cosa esclude | Che cosa resta |
|---|---|---|
| Emicrania con aura, a qualsiasi età | Pillola combinata, cerotto, anello (categoria 4) | I non ormonali per primi (preservativo, spirale al rame, metodi definitivi), in alternativa il solo progestinico |
| Fumo a 35 anni o più, con 15 o più sigarette al giorno | Combinati (categoria 4); con meno di 15 sigarette la categoria è 3 | Solo progestinico, spirali, barriera |
| Post-partum sotto i 21 giorni | Combinati (categoria 4) | Solo progestinico; per le spirali valgono finestre proprie |
| Farmaci induttori enzimatici | Pillola, minipillola, impianto e ulipristal perdono efficacia | Spirale al rame, spirale ormonale, iniezione trimestrale (non ridotta dagli induttori) e preservativo |
| Desiderio di gravidanza entro l'anno | Nessun metodo in assoluto | Tutti, con l'iniezione come unica eccezione da valutare |
Sull'emicrania con aura convergono OMS, criteri britannici UKMEC e CDC, oltre al documento di consenso della European Headache Federation e della European Society of Contraception pubblicato da Sacco e colleghi sul Journal of Headache and Pain nel 2017. Quando l'estrogeno è escluso restano il solo progestinico e il rame: la metanalisi di Mantha e colleghi su BMJ 2012;345:e4944 non trova alcun aumento del rischio tromboembolico per la pillola solo progestinico (rischio relativo 0,90; IC 95 per cento 0,57-1,45) né per la spirale ormonale (0,61; IC 95 per cento 0,24-1,53), con l'eccezione dell'iniettivo, per il quale il rischio relativo è 2,67 (IC 95 per cento 1,29-5,53).
5. Prendi farmaci induttori enzimatici? La guida FSRH sulle interazioni farmacologiche con la contraccezione ormonale nomina rifampicina, rifabutina, carbamazepina, fenitoina, fenobarbital, primidone, topiramato, iperico (l'erba di San Giovanni, che si compra senza ricetta), efavirenz e gli inibitori delle proteasi potenziati con ritonavir. Riducono l'efficacia di pillola combinata, minipillola, impianto e ulipristal; non quella delle due spirali, dell'iniezione trimestrale e dei preservativi. La protezione aggiuntiva va proseguita per 28 giorni dopo la sospensione dell'induttore.
Su questa riga va detta una cosa che vale più di tutte le altre. Molti di questi farmaci sono antiepilettici, e diversi di essi — il valproato in primo luogo — comportano un rischio elevato di malformazioni se assunti in gravidanza. È esattamente la situazione in cui una gravidanza non pianificata va evitata con il margine più ampio possibile, e in cui i metodi di consapevolezza della fertilità non sono una risposta accettabile: con un uso tipico che nella tabella della sezione 6 arriva a 23 gravidanze su 100 in un anno, sono il contrario di quello che serve. Le opzioni sono quelle che gli induttori non toccano: spirali, iniezione, preservativo. E se prendi valproato, la contraccezione è parte del piano terapeutico e va discussa con il neurologo, non decisa da sola. Merita una menzione a parte la lamotrigina, perché l'interazione è bidirezionale: l'etinilestradiolo, non i progestinici, aumenta la clearance della lamotrigina riducendone i livelli sierici fino al 50-65 per cento, con rischio di perdita del controllo delle crisi, mentre nella settimana di sospensione i livelli risalgono (Reimers e colleghi, Epilepsia 2005).
6. Che rapporto vuoi con il ciclo? Non è una preferenza estetica: è una delle prime cause di abbandono. I dati registrativi di Nexplanon danno amenorrea nel 22,2 per cento degli intervalli di 90 giorni, sanguinamento infrequente nel 33,6 per cento, prolungato nel 17,7 per cento, e interruzione del metodo per irregolarità nell'11,1 per cento delle utilizzatrici, con lo schema dei primi tre mesi largamente predittivo di quello successivo. La scheda di Depo-Provera indica il 55 per cento di donne senza sanguinamento a 12 mesi e il 68 per cento a 24. Con la spirale al rame il flusso aumenta in modo misurabile fin dai primi mesi. E un'informazione che ribalta un'abitudine consolidata: la FSRH afferma che non esiste alcun beneficio per la salute nell'intervallo libero da ormoni di sette giorni.
7. Vuoi una gravidanza entro l'anno? La revisione sistematica di Girum e Wasie su Contraception and Reproductive Medicine 2018, su 22 studi di coorte prospettici e 14.884 donne, dà un tasso aggregato di gravidanza entro 12 mesi dalla sospensione dell'83,1 per cento (IC 95 per cento 78,2-88), senza differenze significative fra i metodi. Dopo la rimozione di spirale o impianto il ritorno è immediato: l'OMS lo scrive per gli IUD, e l'etichetta di Nexplanon documenta gravidanze già a 7-14 giorni dalla rimozione. L'eccezione è l'iniezione: la scheda tecnica di Depo-Provera indica un tempo mediano al concepimento di 10 mesi dall'ultima iniezione, con intervallo da 4 a 31 mesi, indipendente dalla durata d'uso.
Queste sette domande restringono il campo, non lo chiudono. La decisione si prende in ambulatorio.
Sicurezza: i rischi reali, in numeri assoluti
Regola di questa sezione: mai un rischio relativo senza il numero assoluto accanto. «Il rischio raddoppia» significa cose molto diverse a seconda di quanto era il rischio di partenza.
Lo strumento con cui decide il medico
L'OMS ha pubblicato il 3 novembre 2025 la sesta edizione dei «Medical eligibility criteria for contraceptive use», che classifica ogni combinazione di condizione clinica e metodo in quattro categorie: 1, nessuna restrizione all'uso del metodo; 2, i vantaggi generalmente superano i rischi teorici o dimostrati; 3, i rischi teorici o dimostrati di solito superano i vantaggi; 4, rischio inaccettabile per la salute. In pratica 1 e 2 si possono usare, 3 richiede giudizio clinico specialistico, 4 è una controindicazione assoluta. Il corrispettivo statunitense sono gli U.S. Medical Eligibility Criteria dei CDC, dell'8 agosto 2024.Fra le condizioni di categoria 4 per i contraccettivi ormonali combinati documentate nel testo statunitense: ipertensione con valori pari o superiori a 160/100 mmHg, tumore della mammella in atto, cardiopatia ischemica, ictus pregresso, diabete con nefropatia, retinopatia o neuropatia, lupus eritematoso sistemico con anticorpi antifosfolipidi positivi, allattamento o post-partum sotto i 21 giorni, chirurgia maggiore con immobilizzazione prolungata, trombosi venosa profonda o embolia polmonare in atto o pregressa ad alto rischio di recidiva, trombofilia nota, valvulopatia cardiaca complicata, cardiomiopatia peripartum sotto i sei mesi, cirrosi scompensata, tumore epatico, anemia falciforme. A queste si aggiungono l'emicrania con aura a qualsiasi età e il fumo a 35 anni o più con 15 o più sigarette al giorno.
Le prime due della lista spiegano perché più avanti chiediamo di portare in visita la pressione misurata di recente: 160/100 è la soglia oltre la quale un combinato è controindicato, e senza un valore recente nessuno può dirlo. L'elenco non va letto come esaustivo: la tabella completa dell'OMS contiene oltre 2.000 raccomandazioni per 25 metodi.
Trombosi venosa: i numeri di partenza
La revisione europea conclusa dall'EMA il 21 novembre 2013 ha quantificato i casi di tromboembolismo venoso per 10.000 donne per anno in base al progestinico contenuto.| Situazione | Casi di tromboembolismo venoso per 10.000 donne per anno |
|---|---|
| Nessun contraccettivo ormonale, nessuna gravidanza | Circa 2 |
| Levonorgestrel, noretisterone, norgestimato | 5-7 |
| Etonogestrel e norelgestromina (anello, cerotto) | 6-12 |
| Drospirenone, gestodene, desogestrel | 9-12 |
| Gravidanza | 5-20 (ASRM 2016) |
| Post-partum | 40-65 (ASRM 2016) |
Le ultime due righe vengono dalla linea guida dell'American Society for Reproductive Medicine del 2016 e sono stime di intervallo, non misure puntuali, ma l'ordine di grandezza è quello che conta: il post-partum comporta un rischio di trombosi venosa molto superiore a quello di qualsiasi contraccettivo combinato. L'EMA ha concluso che i benefici superano i rischi e che i combinati sono controindicati in presenza di un fattore di rischio grave o di una combinazione di fattori ad alto rischio.
Gli stessi ordini di grandezza sono ripresi da AIFA, che cita lo studio danese di Lidegaard pubblicato sul BMJ su dati 2001-2010 — sono quindi dati danesi rilanciati dall'agenzia italiana, non una rilevazione italiana: 2,1 casi per 10.000 donne per anno senza contraccezione ormonale, 6,2 con pillola al levonorgestrel o norgestimato, 7,8 con l'anello vaginale e 9,7 con il cerotto transdermico.
Due fattori moltiplicano tutto, e vale la pena tradurli sulla base di partenza della tabella qui sopra, cioè circa 2 casi ogni 10.000 donne per anno. L'obesità comporta, secondo l'ASRM 2016, un aumento fino a dieci volte nelle utilizzatrici obese di contraccettivi orali rispetto alle non utilizzatrici: un ordine di grandezza intorno ai 20 casi ogni 10.000 per anno. Il fattore V Leiden, nello studio caso-controllo di Vandenbroucke e colleghi su The Lancet del 1994 (155 donne premenopausali con trombosi venosa profonda e 169 controlli), porta a un rischio relativo superiore a 34 (RR 34,7; IC 95 per cento 7,8-154) quando mutazione e contraccettivo orale sono presenti insieme: un ordine di grandezza intorno ai 70 ogni 10.000 per anno. Sono conversioni approssimate a partire da una base media, non misure dirette, e servono solo a dare la scala: il rischio individuale lo stabilisce il medico.
Rischio arterioso: ictus e infarto
Lo studio di coorte danese su 2.025.691 donne e 22.209.697 anni-persona, dati 1996-2021, pubblicato sul BMJ nel febbraio 2025, dà gli eventi in eccesso per 100.000 anni-persona. Il punto di partenza, senza il quale l'eccesso non si interpreta, è di 18 ictus ischemici per 100.000 anni-persona fra le non utilizzatrici. Su quella base: pillola combinata 21 ictus in più e 10 infarti in più; pillola solo progestinico 15 ictus in più e 4 infarti in più, questi ultimi però con un intervallo di confidenza da −1 a 9, cioè una differenza non statisticamente significativa; spirale al levonorgestrel, nessun aumento.Dallo stesso studio viene un dato che vale la pena non tacere, perché la tabella della sezione 6 assegna a cerotto e anello gli stessi numeri di efficacia della pillola e potrebbe farli sembrare intercambiabili: i rapporti di rischio più alti non sono quelli della pillola combinata, ma dell'anello vaginale (2,4 per l'ictus e 3,8 per l'infarto), del cerotto (3,4 per l'ictus) e dell'impianto (2,1 per l'ictus). Sono rischi relativi su una base piccola, e restano eventi rari; ma se la scelta è fra pillola, cerotto e anello, non sono la stessa cosa.
L'emicrania cambia il quadro di partenza. Il documento di consenso di Sacco e colleghi (Journal of Headache and Pain, 2017) riporta il rischio assoluto di ictus ischemico per 100.000 donne all'anno, fra i 20 e i 44 anni. I valori qui sotto sono quelli della correzione pubblicata dagli stessi autori (Journal of Headache and Pain 2018;19:81), in cui dichiarano di aver riportato per errore di calcolo i rischi assoluti dell'articolo del 2017. Le cifre più alte del testo originale circolano ancora: sono superate.
| Condizione | Senza contraccettivo ormonale | Con contraccettivo ormonale |
|---|---|---|
| Nessuna emicrania | 2,5 | 6,3 |
| Emicrania senza aura | 4,0 | 10,0 |
| Emicrania con aura | 5,9 | 14,5 |
La raccomandazione della stessa consensus mette al primo posto la contraccezione non ormonale — preservativi, spirale al rame, metodi definitivi — e in alternativa quella con solo progestinico: pillola, impianto, iniettivo, spirale al levonorgestrel.
Tumori: due facce, entrambe da riportare
Lo studio di coorte prospettico danese di Mørch e colleghi (New England Journal of Medicine 2017;377:2228-2239) ha seguito 1,8 milioni di donne fra i 15 e i 49 anni per 19,6 milioni di anni-persona, registrando 11.517 casi di tumore mammario. Il rischio relativo per le utilizzatrici attuali o recenti di qualsiasi contraccettivo ormonale è 1,20 (IC 95 per cento 1,14-1,26), e sale a 1,38 oltre i dieci anni d'uso. In numeri assoluti: 13 casi in più ogni 100.000 anni-persona, cioè circa un tumore mammario in più ogni 7.690 donne che usano contraccezione ormonale per un anno. Il «più 20 per cento» e «un caso ogni 7.690» sono lo stesso dato: è l'esempio da manuale del perché il rischio relativo, da solo, disinforma.Sul versante opposto la riduzione è di dimensioni maggiori. Il riesame collaborativo di 45 studi epidemiologici in 21 Paesi (23.257 donne con tumore ovarico e 87.303 controlli, The Lancet 2008) dà un rischio relativo di 0,73 (IC 95 per cento 0,70-0,76) per chi ha mai usato contraccettivi orali, e stima che questi abbiano prevenuto circa 200.000 tumori ovarici e 100.000 decessi. La metanalisi su dati individuali di 27.276 donne con tumore endometriale e 115.743 controlli (The Lancet Oncology 2015) dà un rischio relativo di 0,76 per ogni cinque anni d'uso.
Sul collo dell'utero il quadro è di segno opposto, e qui va fatta un'eccezione dichiarata alla regola di questa sezione. Il National Cancer Institute, nella revisione del 22 febbraio 2018, indica un aumento del 10 per cento con meno di cinque anni d'uso, del 60 per cento fra cinque e nove anni e un rischio circa raddoppiato oltre i dieci anni, con diminuzione dopo la sospensione. Sono tre rischi relativi, e la fonte non fornisce il rischio assoluto corrispondente: non possiamo tradurli in casi ogni centomila senza inventarli, quindi diciamo che manca invece di riempire il buco.
Due precisazioni cambiano il senso di quei numeri. La prima: l'associazione è difficile da separare dall'esposizione al papillomavirus umano, che di quel tumore è la causa, e dalle abitudini di screening. La seconda, che è quella pratica: ciò che riduce davvero questo rischio non è scegliere un contraccettivo diverso, è la vaccinazione anti-HPV e lo screening con Pap test o HPV test agli intervalli previsti dal programma della propria Regione.
L'avvertenza sull'osso per l'iniezione trimestrale
La scheda tecnica statunitense di Depo-Provera CI porta un avvertimento in riquadro: le donne che usano l'iniezione contraccettiva possono perdere massa ossea in modo significativo, la perdita è maggiore con l'aumentare della durata d'uso e può non essere completamente reversibile. La stessa scheda indica che non è raccomandata oltre i due anni, a meno che le altre opzioni non siano ritenute inadeguate, e precisa che la perdita di massa ossea preoccupa in particolare in adolescenza, l'età in cui si costruisce il picco osseo. Sui tempi di recupero, sempre dallo stesso riquadro di avvertimento: negli adulti il recupero a 24 mesi dalla sospensione è solo parziale, e nelle adolescenti la densità minerale ossea ad anca e collo del femore non risultava completamente recuperata nemmeno a 60 mesi. È un'informazione che pesa, visto che in alcune Regioni la contraccezione gratuita parte dai 13 anni.E un dato sull'HIV, per come va letto
L'ECHO trial (The Lancet, luglio 2019) ha confrontato in modo randomizzato iniezione trimestrale, spirale al rame e impianto al levonorgestrel, registrando 143, 138 e 116 infezioni da HIV, con incidenze di 4,19, 3,94 e 3,31 per 100 donne-anno: nessuna differenza sostanziale fra i tre. La lettura corretta non è che proteggano, perché l'incidenza era alta in tutti i bracci. Nessuno dei tre aumenta il rischio rispetto agli altri, e nessuno dei tre protegge.Un segnale regolatorio recente sull'iniezione trimestrale
Il Comitato per la valutazione dei rischi in farmacovigilanza dell'Agenzia Europea per i Medicinali, nella riunione del 2-5 settembre 2024, ha raccomandato misure di minimizzazione del rischio e modifiche alle informazioni di prodotto dei medicinali a base di medrossiprogesterone acetato, per un aumento del rischio di meningioma con l'uso ad alte dosi protratto per anni. Il rischio assoluto resta molto piccolo e l'eccesso è legato all'uso prolungato. È un'avvertenza posteriore a gran parte delle fonti citate in questa guida, e va tenuta accanto a quella sull'osso.I segnali per cui si va dal medico subito
Questa sezione ha misurato dei rischi. Misurarli senza dire che cosa fare quando si manifestano sarebbe la peggiore delle omissioni, quindi ecco i sintomi che non aspettano l'appuntamento.Se usi un contraccettivo ormonale combinato — pillola estroprogestinica, cerotto o anello — sospendilo e cerca assistenza urgente in presenza di:
• dolore, gonfiore o calore comparsi all'improvviso in una sola gamba;
• dolore al torace, fiato corto improvviso, tosse con sangue;
• mal di testa forte, improvviso e diverso da quelli che conosci, soprattutto se compare per la prima volta un'aura;
• perdita improvvisa della vista o della parola, debolezza o formicolio su un solo lato del corpo.
Se porti una spirale, o usi la minipillola, o hai avuto una sterilizzazione fallita, c'è un secondo quadro da conoscere: la gravidanza extrauterina. Il segnale è la combinazione di mestruazione assente o anomala, dolore pelvico da un lato solo e, talvolta, perdite ematiche irregolari. Va valutata in fretta, perché nessun metodo protegge dal fatto che la rara gravidanza che accade nonostante il metodo possa impiantarsi fuori dall'utero.
Se porti una spirale, c'è anche l'evento più comune di tutti, e l'unico che puoi controllare da sola: l'espulsione. Se i fili non si sentono più, se si sentono più lunghi del solito o se si tocca la parte rigida del dispositivo, non sei più protetta: usa un metodo di barriera e fissa un controllo.
Otto equivoci, smontati uno per uno
Molti di questi equivoci non nascono dal passaparola, ma da formulazioni datate di fonti istituzionali. Vale la pena dirlo, invece di prendere in giro chi ci è cascato.
1. «La pillola impedisce l'annidamento, quindi è abortiva»
In realtà il meccanismo primario è il blocco dell'ovulazione, e l'effetto sull'endometrio è il terzo in ordine di rilevanza. Fonte: scheda tecnica di Microgynon 30, sezione 5.1; OMS, scheda del 23 dicembre 2025, secondo cui la pillola agisce principalmente impedendo il rilascio degli ovuli. Da segnalare con onestà: le FAQ del Ministero della Salute aggiornate al 30 dicembre 2024 usano ancora la vecchia formulazione, che mette le tre azioni sullo stesso piano.2. «La spirale al rame impedisce l'annidamento»
In realtà il meccanismo prevalente è precedente alla fecondazione: gli ioni rame interferiscono con il movimento degli spermatozoi e con la fecondazione stessa. Fonte: OMS, 22 gennaio 2026; Ortiz e Croxatto, Contraception 2007, secondo cui la credenza comune che gli IUD agiscano distruggendo embrioni nell'utero non è supportata da prove empiriche.Dove però va detto che la questione non è chiusa. L'etichetta FDA di Paragard, citata nella sezione 3, aggiunge alla descrizione del meccanismo «e possibilmente prevenzione dell'impianto». E quando la spirale al rame viene usata come contraccezione d'emergenza, i CDC ne ammettono l'inserimento fino a cinque giorni dall'ovulazione: una finestra in cui la fecondazione può già essere avvenuta. Nell'uso ordinario il meccanismo è pre-fecondativo; in quell'uso specifico un effetto successivo non si può escludere. Su un punto che per molte persone conta, riportare la cautela delle fonti è più onesto che chiudere il discorso.
3. «La spirale ormonale blocca l'ovulazione»
In realtà no, nella maggior parte dei cicli. Fonte: etichetta FDA di Mirena, sezione 12.1: circa il 45 per cento dei cicli è risultato ovulatorio in uno studio di un anno, e il 75 per cento in un altro studio dopo quattro anni.4. «La minipillola agisce solo sul muco»
In realtà è vero solo per le POP tradizionali, che inibiscono l'ovulazione in circa metà dei cicli, ed è falso per desogestrel e drospirenone, le più prescritte in Italia, che agiscono primariamente inibendo l'ovulazione. Fonte: CDC, U.S. SPR 2024; scheda tecnica di Cerazette, che documenta un'incidenza di ovulazione dell'1 per cento su 103 donne.5. «La pillola del giorno dopo è un aborto»
In realtà no, e lo dicono quattro autorità diverse. Fonte: OMS, 9 novembre 2021, testualmente: le pillole di contraccezione d'emergenza prevengono la gravidanza prevenendo o ritardando l'ovulazione e non inducono un aborto, e non possono interrompere una gravidanza già in atto né danneggiare un embrione in sviluppo. Ministero della Salute, FAQ 2024: non interrompe la gravidanza, ma la impedisce, e di conseguenza non può essere considerata abortiva. FDA, 23 dicembre 2022: ha rimosso dall'etichetta di Plan B One-Step la frase, presente dal 2006, sull'ipotesi di inibizione dell'impianto. Scheda tecnica di Levonelle: il levonorgestrel non è efficace una volta che il processo di impianto è iniziato. La precisazione onesta, per non semplificare: ulipristal e mifepristone appartengono alla stessa classe farmacologica, ma non sono lo stesso farmaco né la stessa dose né la stessa indicazione. La contraccezione d'emergenza è ulipristal 30 mg oppure levonorgestrel 1,5 mg in dose singola; l'aborto farmacologico è mifepristone 200 mg seguito da misoprostolo 800 microgrammi, due farmaci in sequenza (OMS, Abortion care guideline 2024, Raccomandazione 27; in Italia determina AIFA del 23 settembre 2022, riportata dall'ISS su EpiCentro il 6 ottobre 2022).6. «Gli antibiotici annullano la pillola»
In realtà amoxicillina, doxiciclina e trimetoprim non riducono l'efficacia dei contraccettivi ormonali e non richiedono precauzioni aggiuntive. Il problema riguarda gli induttori enzimatici, elencati nella sezione 7. Fonte: FSRH, guida sulle interazioni farmacologiche con la contraccezione ormonale.7. «Se prendo la pillola sono coperta anche dalle infezioni»
In realtà no, e non lo si è con nessun metodo ormonale né con nessuna spirale. Fonte: OMS, 23 dicembre 2025, testualmente: né la pillola né la minipillola proteggono dalle infezioni sessualmente trasmissibili, compreso l'HIV, e si raccomanda l'uso del preservativo in caso di rischio. Dichiarazione identica per gli IUD (OMS, 22 gennaio 2026) e nelle schede tecniche di Nexplanon e Depo-Provera.8. «La pillola rende sterili, bisogna fare pause»
In realtà i metodi contraccettivi moderni non causano infertilità, formulazione testuale dell'OMS del 3 luglio 2025, e la revisione di Girum e Wasie del 2018 documenta l'83,1 per cento di gravidanze entro dodici mesi dalla sospensione, senza differenze significative fra metodi. Quanto alle pause, la FSRH afferma che l'intervallo libero da ormoni di sette giorni non ha alcun beneficio per la salute. Corollario: il sanguinamento della settimana di sospensione è un sanguinamento da privazione, causato dal calo ormonale, non una mestruazione fisiologica.Con chi si decide, e come funziona in Italia
La scelta si fa con un medico non per formalità, ma perché emicrania, fumo, pressione, storia di trombosi, parto recente e farmaci in corso cambiano la risposta, e sono informazioni che nessuna tabella può contenere.
Dove si va
Il consultorio familiare è stato istituito dalla Legge 29 luglio 1975, n. 405, che all'articolo 4 ne stabilisce la gratuità delle prestazioni. L'accesso libero e diretto, senza impegnativa del medico di base, per cittadini italiani e stranieri residenti o anche solo temporaneamente presenti, compresi i titolari di tesserino STP, non discende da quella legge ma dall'organizzazione del servizio, documentata dall'Istituto Superiore di Sanità e dalle Regioni.L'indagine nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità condotta fra novembre 2018 e luglio 2019 (Rapporti ISTISAN 22/16) ha censito 2.279 consultori, inviato 1.859 schede e ricevuto 1.557 risposte, con un tasso di rispondenza dell'83,7 per cento. Oltre l'87 per cento offre servizi su contraccezione, sessualità e salute riproduttiva. Dallo stesso rapporto viene però il dato che conta di più per il paragrafo sui costi, più avanti: soltanto 510 consultori, il 35,5 per cento, forniscono gratuitamente i contraccettivi.
Va detto anche il rovescio: lo standard della Legge 34/1996 è di un consultorio ogni 20.000 residenti, mentre la copertura reale si colloca fra uno ogni 32.325 abitanti e uno ogni 35.000, secondo elaborazioni diverse sugli stessi dati ISS. La discrepanza dipende dal denominatore usato e non è risolta nelle fonti, per questo si cita l'intervallo. In alternativa ci si rivolge al ginecologo o al medico di medicina generale.
Cosa portare alla visita
Cinque informazioni cambiano concretamente la prescrizione: se soffri di emicrania e se è con aura; se fumi e quanto, insieme all'età; la pressione arteriosa misurata di recente; eventuali trombosi personali o familiari; se allatti e a quanto tempo dal parto. A queste si aggiunge l'elenco dei farmaci in corso, inclusi antiepilettici, rifampicina, antiretrovirali e l'iperico, che si compra senza ricetta ed è un induttore enzimatico a tutti gli effetti.Sei domande da fare al medico
Qual è l'uso tipico di questo metodo per una persona con le mie abitudini, non in astratto. Che cosa succede esattamente se dimentico una dose, e con quale margine di ore. Questo metodo interagisce con i farmaci che prendo. Che effetto avrà sul ciclo nei primi sei mesi. Quanto costa al mese e ci sono agevolazioni nella mia Regione. Se voglio smettere, che cosa devo fare e quando torna la fertilità.Minorenni: non serve il consenso dei genitori
È il punto su cui circolano più informazioni sbagliate. La Legge 22 maggio 1978, n. 194, articolo 2, ultimo comma, nel testo vigente, dice: «La somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile è consentita anche ai minori.»L'errore ricorrente consiste nel confondere questo articolo con l'articolo 12, che prevede l'assenso di chi esercita la potestà genitoriale e il ricorso al giudice tutelare: ma l'articolo 12 riguarda l'interruzione volontaria di gravidanza, non la contraccezione.
Il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento del 17 novembre 2010 (doc-web 1769451), ha negato ai genitori l'accesso alla documentazione sulla prescrizione contraccettiva della figlia minorenne, riconoscendo al minore una sfera di riservatezza che garantisca effettivamente la sua libertà di autodeterminazione. Un esempio di protocollo operativo è quello dell'IRCCS materno infantile Burlo Garofolo di Trieste, del 14 aprile 2016: le minorenni accedono alla contraccezione d'emergenza autonomamente, senza presenza né autorizzazione dei genitori, gratuitamente, sette giorni su sette.
Ricetta
I contraccettivi ormonali richiedono sempre la ricetta. Per quelli orali — e solo per quelli — dal 14 gennaio 2016 le ricette sono di due tipi: ripetibile per confezioni fino a due mesi di terapia, con validità sei mesi e massimo dieci spedizioni, e non ripetibile oltre i due mesi, con validità 30 giorni e rinnovo volta per volta. La norma è la determina AIFA n. 1694/2015 del 23 dicembre 2015, pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 9 del 13 gennaio 2016; le validità discendono dagli articoli 88 e 89 del decreto legislativo 219/2006. Il dispositivo riguarda espressamente la forma farmaceutica orale: cerotto, anello e impianto non rientrano in questa regola.Per la contraccezione d'emergenza la regola dipende dall'età, e va letta per intero prima di uscire di casa.
Se sei maggiorenne: nessuna ricetta, per entrambe le molecole.
Se sei minorenne: l'ulipristal acetato non richiede ricetta nemmeno per te, dopo la determina AIFA DG/998/2020 dell'8 ottobre 2020; il levonorgestrel invece sì, con ricetta non ripetibile. È una distinzione che in farmacia fa la differenza fra tornare a casa con la scatola e tornare a casa senza, quindi conviene saperla prima. Entrambe le informazioni sono confermate dalle FAQ del Ministero della Salute aggiornate al 30 dicembre 2024.
Chi paga
Non esiste alcuna gratuità nazionale. Vale la pena raccontare come ci si è arrivati, perché la vicenda viene spesso data per chiusa nel 2023 e non lo è. Nel maggio 2023 il Consiglio di amministrazione di AIFA dichiarò che non sussistevano gli elementi essenziali per deliberare sulla rimborsabilità dei contraccettivi (comunicato stampa n. 705 del 24 maggio 2023). Nel novembre dello stesso anno lo stesso Consiglio si orientò invece verso una gratuità limitata alle donne under 26 e dispensata nei consultori, orientamento poi ratificato dalla Commissione tecnico-scientifica. Il percorso si è però fermato prima della contrattazione, e nessuna determina è mai stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale: a oggi la gratuità nazionale non esiste. La verifica indipendente arriva dal Contraception Policy Atlas Europe 2026, con dati estratti a febbraio 2026, che classifica l'Italia come «nessuna copertura» nel sistema sanitario nazionale, con un punteggio del 62,7 per cento e la diciottesima posizione su 47 Paesi (Francia 97,9 per cento, Regno Unito 95,8 per cento; l'Italia era al 59,3 per cento nel 2020). Il punto di forza italiano nella stessa scheda è la consulenza, giudicata superiore alla media grazie ai consultori.Il Rapporto OsMed 2024 di AIFA classifica i contraccettivi fra i farmaci interamente a carico del cittadino: costo medio di 0,55 euro per dose giornaliera definita, in aumento del 18,0 per cento dal 2017, e spesa complessiva di 361,1 milioni di euro nel 2024, pari a 28,15 euro pro capite calcolati sulla popolazione femminile fra 12 e 50 anni. La contraccezione d'emergenza ha il costo per dose più alto in assoluto, 27,08 euro, contro meno di un euro per tutte le altre categorie.
Gratuità regionale
Dove esiste, è quasi sempre condizionata al passaggio dal consultorio. Qui sono riportate solo le tre Regioni verificate su fonte ufficiale.Toscana, il programma più esteso: gratuita dai 13 ai 25 anni senza alcun requisito di reddito, per ragazze e ragazzi; fra i 26 e i 45 anni con determinati codici di esenzione oppure con reddito fiscale o ISEE inferiore a 30.000 euro tramite autocertificazione; senza requisito di reddito entro 12 mesi dal parto o 24 mesi da un'interruzione di gravidanza. Sono coperti pillola estroprogestinica e progestinica, cerotto, anello, dispositivi intrauterini con e senza ormoni, impianto sottocutaneo e profilattici (delibere di giunta 1251/2018, 394/2019, 39/2023 e 616/2026).
Emilia-Romagna: under 26 di qualsiasi genere iscritti al servizio sanitario regionale, e donne fra 26 e 45 anni con esenzione per disoccupazione, entro 24 mesi da un'interruzione di gravidanza o 12 mesi dal parto, inclusi richiedenti asilo e titolari di tesserino STP. Vincolo esplicito: la prescrizione deve avvenire nel consultorio, e chi si presenta con la prescrizione di un ginecologo privato non ottiene la gratuità.
Piemonte: under 26, e donne fra 26 e 45 anni con esenzione per disoccupazione o per crisi occupazionale, post-interruzione di gravidanza entro 24 mesi e post-partum entro 12 mesi (Deliberazione del Consiglio regionale n. 300-27935 del 3 luglio 2018). Nota di trasparenza: l'ultima conferma documentale che siamo riusciti a reperire sulla pagina regionale è del febbraio 2024, quindi conviene ricontrollare presso la propria ASL.
Per tutte le altre Regioni la risposta corretta è: verifica presso la tua ASL. Le mappe regionali che circolano in rete non sono verificabili, e almeno una fra le più citate contiene date inesistenti e attribuzioni errate.
Domande frequenti
Qual è il metodo contraccettivo più efficace in assoluto?
Nella tabella riprodotta dai CDC nel 2014 i due primi sono l'impianto sottocutaneo, con 0,05 gravidanze su 100 donne nel primo anno, e la vasectomia, con 0,15; seguono la spirale ormonale con 0,2 e la sterilizzazione femminile con 0,5. Fra i metodi reversibili e non chirurgici i migliori sono impianto e spirale ormonale, e non è un caso: sono quelli che non chiedono niente a chi li usa, quindi uso perfetto e uso tipico coincidono. Nessuno di questi protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili.
La pillola funziona al 99 per cento o al 91 per cento?
Entrambi, e sono due misure diverse. L'NHS indica un'efficacia superiore al 99 per cento con uso corretto e del 91 per cento con uso tipico. In gravidanze su 100 donne nel primo anno: 0,3 con uso perfetto e 9 con uso tipico secondo Trussell 2011, oppure 7 con uso tipico secondo i CDC 2024. L'OMS, nella scheda del 23 dicembre 2025, indica da 4 a 7 gravidanze con uso tipico e 1 con uso corretto.
Ho dimenticato una pillola: devo prendere la contraccezione d'emergenza?
Dipende dalle ore trascorse e da dove cade la dimenticanza. Secondo i CDC 2024, per la pillola combinata un ritardo sotto le 48 ore di solito non richiede né protezione aggiuntiva né contraccezione d'emergenza, ma quest'ultima va comunque considerata se nello stesso ciclo c'erano già state altre dimenticanze. Con 48 ore o più servono 7 giorni di preservativo, e la contraccezione d'emergenza va considerata se la dimenticanza è nella prima settimana con un rapporto non protetto nei 5 giorni precedenti. Mai l'ulipristal, che verrebbe annullato dalla pillola ripresa. E se hai vomitato entro 3 ore dall'averla presa, quella pillola conta come dimenticata.
La pillola del giorno dopo è abortiva?
No. L'OMS, il 9 novembre 2021, scrive testualmente che le pillole di contraccezione d'emergenza prevengono la gravidanza prevenendo o ritardando l'ovulazione e non inducono un aborto, e che non possono interrompere una gravidanza già in atto. Il Ministero della Salute, nelle FAQ aggiornate al 30 dicembre 2024, dice che non interrompe la gravidanza ma la impedisce. La FDA, il 23 dicembre 2022, ha rimosso dall'etichetta di Plan B il riferimento all'inibizione dell'impianto.
Con più di un partner, che cosa cambia nella scelta del metodo?
Cambia che il preservativo entra nella scelta comunque, in aggiunta a un altro metodo e non al suo posto. L'OMS, nella scheda del 3 luglio 2025, afferma che un solo metodo contraccettivo, il preservativo, può prevenire sia la gravidanza sia la trasmissione delle infezioni sessualmente trasmissibili, compreso l'HIV. I CDC indicano una riduzione del 71-80 per cento del rischio di HIV nelle coppie sierodiscordanti con uso costante, ma protezione minore contro papillomavirus, herpes genitale e sifilide, che si trasmettono anche da aree non coperte.
Sono minorenne: per la contraccezione servono i miei genitori?
No. La Legge 194 del 1978, articolo 2, ultimo comma, stabilisce che la somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi per la procreazione responsabile è consentita anche ai minori. L'assenso dei genitori e il giudice tutelare riguardano l'articolo 12, cioè l'interruzione di gravidanza. Il Garante privacy, nel 2010, ha negato ai genitori l'accesso alla documentazione sulla prescrizione contraccettiva della figlia minorenne. Una sola avvertenza pratica: per la contraccezione d'emergenza, se sei minorenne l'ulipristal si prende senza ricetta, il levonorgestrel no.
È vero che bisogna fare delle pause dalla pillola e che a lungo andare rende sterili?
No a entrambe. L'OMS, il 3 luglio 2025, afferma che i metodi contraccettivi moderni non causano infertilità. La revisione di Girum e Wasie del 2018, su 22 studi e 14.884 donne, documenta l'83,1 per cento di gravidanze entro 12 mesi dalla sospensione, senza differenze significative fra i metodi. La FSRH aggiunge che l'intervallo libero da ormoni di 7 giorni non ha alcun beneficio per la salute. L'unica eccezione sul ritorno della fertilità è l'iniezione trimestrale.
In Italia la contraccezione è gratuita?
A livello nazionale no. Il Consiglio di amministrazione di AIFA non ha deliberato sulla rimborsabilità (comunicato n. 705 del 24 maggio 2023) e nessuna determina è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale; il Contraception Policy Atlas Europe 2026 classifica l'Italia come «nessuna copertura». Secondo il Rapporto OsMed 2024 di AIFA la spesa è interamente privata: 361,1 milioni di euro nel 2024, 0,55 euro per dose giornaliera. Alcune Regioni, fra cui Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno programmi propri.
Conclusioni: le tre cose da portarsi via
Guarda sempre due numeri, non uno. Il metodo migliore sulla carta non è quello che ti protegge di più nella tua vita. Conta quanto perdona l'errore, che è il senso della distanza fra uso perfetto e uso tipico secondo Trussell 2011, e conta quanto lo starai davvero usando fra un anno: la quarta colonna della stessa tabella dice impianto 84 per cento, spirale ormonale 80, pillola 67, preservativo 43. Un metodo efficace ma abbandonato non protegge.
Solo i preservativi proteggono dalle infezioni. Non «la barriera»: dentro quella famiglia il diaframma, il cappuccio e gli spermicidi non proteggono, e il nonoxynol-9 può addirittura aumentare il rischio di HIV. Sono i preservativi, quello esterno e quello interno, e nessun altro metodo. Nessun ormone, nessun dispositivo intrauterino, nessuna sterilizzazione riduce di un punto il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili. Un solo metodo contraccettivo, il preservativo, può prevenire sia la gravidanza sia la trasmissione delle infezioni, compreso l'HIV: è la formulazione dell'OMS del 3 luglio 2025, e vale anche quando l'altro metodo che stai usando è il più efficace della tabella.
La scelta si chiude in ambulatorio, non su una tabella. Non perché serva un permesso, ma perché emicrania con aura, fumo dopo i 35 anni, un parto recente, una storia familiare di trombosi o una scatola di antiepilettici cambiano la risposta, e sono informazioni che nessuna guida può avere. Il consultorio familiare si raggiunge senza impegnativa; le sei domande da porre sono nella sezione 10.
Avviso. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere di un medico o di un altro professionista sanitario. Prima di intraprendere qualsiasi trattamento, terapia o cambiamento nelle proprie abitudini, consulta sempre il tuo medico.
Fonti: OMS, Medical eligibility criteria 6a ed. (2025) e schede su contraccezione, IUD, preservativi ed emergenza; CDC, U.S. SPR e U.S. MEC (2024) e MMWR 63(RR-4) (2014); Trussell, Contraception 2011;83(5):397-404; EMA, revisione contraccettivi combinati (2013) e PRAC (settembre 2024); Sacco et al., J Headache Pain 2017 con la correzione 2018;19:81; Morch et al., NEJM 2017;377:2228-2239; BMJ (febbraio 2025); ISS, Rapporti ISTISAN 22/16; AIFA, Rapporto OsMed 2024 e determina 1694/2015
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